Chi sono: Alberto Bolognesi

Guida alpina Torino

Alberto Bolognesi è una Guida Alpina, professione frutto di una passione giovanile, coltivata sin da quando era ragazzo. Alberto Bolognesi a Torino inizia il percorso per diventare guida alpina nel 1997. Nel 1999 diventa aspirante guida e consegue il brevetto nel 2003. Diventare guida non è facile: infatti, il percorso per conseguire l’idoneità richiede anni di impegno e sacrifici. Responsabile del soccorso alpino di Susa per molti anni, oggi Alberto è istruttore del soccorso alpino. Dopo aver fatto numerose spedizioni in Sud America (Cile, Bolivia, Argentina), in Africa e in Alaska sul Denali nel 2014.

Oggi si dedica al progetto del Grande Nord con gli sci che partendo dalla Norvegia e dalla Groenlandia, quest’anno lo porterà alle Swalbarg e nel 2018 al Polo Nord. Alberto Bolognesi a Torino opera come guida prevalentemente in Europa (Val di Susa, Massiccio degli Écrins, Monte Bianco, Monte Rosa, Svizzera) per evitare di allontanarsi per lunghi periodi dalla famiglia. Al suo attivo Alberto vanta diverse aperture di prime, con difficoltà (8a+), ripetizioni impegnative, sia su roccia che su cascate di ghiaccio, itinerari di sci ripido (difficoltà 5.4 - 55°), ma sempre con la massima attenzione per la sicurezza, perché il vero coraggio consiste nel saper rinunciare quando le condizioni atmosferiche o ambientali non consentono di avere la piena sicurezza.

Un percorso a cui Alberto è molto legato è la grande traversata scialpinistica dell’Ambon sulle tracce dello storico "trofeo penne mozze" in alta Valle di Susa e Maurienne che ripete ogni anno. La spedizione consiste in una 3 giorni in quota con gli sci in cui ci si dimentica del mondo civilizzato, interamente svolta tra i 2500 metri e i 3500 metri. Si dorme nei bivacchi e si mangia solo quello che si è portato negli zaini. La traversata dell’Ambin è per Alberto, prima che una prestazione tecnica, una necessità mentale.

Ogni anno poter staccare la spina ed entrare in una dimensione che è sempre diversa a livello esperienziale, pur essendo simile come tracciato, lo conduce a quello stato mentale che raggiunge solo in questi spazi enormi, suggestivi e particolari. Certamente ognuno ha una percezione soggettiva dell’ambiente, ma per Alberto Bolognesi il silenzio assoluto, l’osservazione della natura, dei maestosi anfiteatri di ghiaccio è qualcosa di appagante e di rigenerante. Il Massiccio dell’Ambin per Alberto è diverso rispetto ad altri paesaggi montani. È rimasto isolato e selvaggio come nessun altro luogo in Valle di Susa e trasmette emozioni talmente forti che fanno avere la sensazione di poter viaggiare avanti e indietro nel tempo.

  • Chi





    Ogni attività umana è un’azione di ricerca, ma per ritrovarsi bisogna prima perdersi e la montagna è un mezzo per raggiungere questo obiettivo. Ci sono molti modi di andare in montagna: si può salire e nello sforzo e nella fatica ognuno trova qualcosa di sé, si può scendere alla ricerca della linea perfetta e nella discesa si trova quella parte di se stessi che avevamo trascurato;

    si ricerca la massima pendenza e in quel momento ci si sente tutt’uno con la montagna, la neve, il pendio e se stessi. La ricerca continua del sentirsi bene, in armonia con l’ambiente è insita nell’essere umano ed è questa integrazione e comunione con quello che ci circonda che ci fornisce il senso della vita.

    (Alberto Bolognesi)